Di Ivano NESTA
Auguro a tutti quelli che praticano l’arceria storica di conoscere e stringere amicizia con una persona come Enrico ASCANI che molto ha contribuito, soprattutto nel corso degli ultimi anni, ad ampliare le mie conoscenze sulla materia.
Enrico è una persona dalla grande umanità alle quale il destino ha concesso il meraviglioso dono di abbinare ad una vivissima intelligenza una capacità manuale impareggiabile.
Un’attitudine che si esprime in numerose attività che egli svolge con grande perizia nel tempo libero, come quella del restauratore di quadri, di mobili e di orologi antichi, ma l’attività che Enrico confessa di preferire fra tutte è quella di mastro arcaio.
Quando vado a trovarlo nel suo laboratorio, mi sento come un bimbo nel paese dei balocchi : ed il mio sguardo mentre parlo con lui, non riesce a staccarsi dalla moltitudine di doghe di tasso e di maggiociondolo in preparazione, dalle svariate balestre appese e dagli archi semilavorati o terminati.
I suoi manufatti hanno il pregio di essere filologicamente corretti oltre che funzionalmente perfetti, tanto che vengono spesso commissionati dai musei; l’alto livello delle sue realizzazioni, nasce da uno studio dettagliato compiuto da Enrico, sui più rappresentativi affreschi caratterizzati da particolari arcieristici, presenti nell’area sud occidentale del Piemonte.
Questa sua competenza è testimoniata da un volume appena scritto e pubblicato, efficacemente illustrato dall’autore stesso e diviso in due parti che consiglio a chiunque di leggere.
La prima parte “ L’Arco di Baleison” è un splendido manuale sulla costruzione dell’arco, dove viene accuratamente descritto tutto ciò che occorre conoscere per realizzare con le proprie mani un arco storico.
Oltre alla classificazione del legno, sono divulgate in maniera approfondita, le tecniche di taglio e di stagionatura, i metodi per incurvarlo, i nodi utilizzati per costruire le corde e le tecniche per realizzare le frecce; insomma senza nascondere nulla vengono dispensati tutti quei consigli ed accorgimenti che facilitano la vita a chi si accinge alla costruzione di archi storici.
Particolarmente apprezzabile risulta essere inoltre l’ inserimento di considerazioni ed aneddoti sui vari aspetti che ruotano intorno al mondo dell’arceria storica.
La seconda parte “ L’Arco Dipinto” è invece un gustoso racconto a metà fra storia e fantasia, ambientato nel sec. XV nelle terre del marchesato di Saluzzo, che trae spunto da un affresco avente come soggetto il martirio di San Sebastiano, realizzato dal pittore Giovanni Bellisomi nella cappella di Celle Macra in Val Maira (CN).
Questo affresco risulta estremamente particolare per la nitidezza stupefacente con la quale sono stati riprodotti archi ed arcieri, tanto da ipotizzare che l’artista stesso fosse anche un abile arciere.
La trama pertanto vede Enrico impersonare il Bellisomi al quale viene affidato, dal Marchese di Saluzzo, il compito di fronteggiare con l’aiuto di alcuni fidati arcieri, nei quali è possibile identificare i suoi amici di oggi, compreso il sottoscritto, il pericolo che incombe sulla città di Cuneo, rappresentato dalle scorrerie dei temibili predoni armagnacchi, reduci dalle contese interne delle terre francesi; fatto peraltro realmente accaduto e riportato nelle cronache storiche della città.
Al di là della stima e dell’amicizia che mi lega all’autore, ho trovato la lettura di questo libro utile e piacevole allo stesso tempo.
Non vi resta quindi che contattare Enrico il quale provvederà ad inviarvi questo gradevole libro che non può mancare nella biblioteca di ogni arciere.
In allegato trovate tutte le informazioni necessarie.

Le ricerche, gli studi e le esperienze pratiche condotte in 15 anni sugli archi storici piemontesi, visibili nei cicli pittorici dedicati a San Sebastiano nelle cappelle e chiese mediovali delle vallate e della pianura cuneese, sono state raccolte e descritte dall’autore nel manuale di costruzione dell’arco storico intitolato “L’ARCO DI BALEISON”.
Il mistero sul perché della dovizia di particolari arcieristici rappresentati dal pittore itinerante Giovanni Baleison di Demonte nella cappella dedicata a San Sebastiano di Celle in Valle Maira, ha ispirato la storia intitolata “l’ARCO DIPINTO” che segue il manuale.
Il racconto è fantasioso, ma si sviluppa nello stesso periodo storico in cui fu eseguito l’affresco. Un periodo caratterizzato da lotte tra i Marchesato di Saluzzo e le altre forze che lo circondavano.
Il tentativo è quello di far rivivere, realisticamente, le esperienze di quell’arciere – pittore che ci ha lasciato un’iconografia importantissima per lo studio dell’arcieria medioevale italiana ed in particolare piemontese.
Costo del volume € 15,00
Enrico ASCANI
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Enrico ASCANI (Savigliano – CN - 1956)
autodidatta costruttore d’archi, appassionato di arcieria storica, archeologia e arte. Collabora con il Museo Civico di Cuneo per la didattica, gli spettacoli storici e la ricerca sulle armi da getto dalla Preistoria al Medioevo. Ha collaborato con il Museo di Tenda (Francia). E’ presidente dell’associazione L’Arc che ha sede in Genola (CN). E’ referente della delegazione PALEOWORKING della Provincia di Cuneo. Ha pubblicato articoli e relazioni sulle riviste “ARCO“ e “VALADOS USITANO”.
Tel. 340/5374280 – 0172/689951
Mail: enricolarc@libero.it