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HISTORY - LA MACCHINA DEL TEMPO |
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Di Ivano NESTA
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Da qualche anno è nata una disciplina che consente
a chiunque di aprire una porta sul passato per rievocare
in prima persona le gesta dei nostri antenati, è
possibile infatti anche nei giorni nostri, vestire i panni
di un legionario romano, di un mercante o di un balestriere
medievale, di una nobildonna del rinascimento o di un fuciliere
napoleonico e provare l’emozione di rivivere una giornata
come l’avrebbe vissuta un nostro avo.
Questa disciplina si chiama Living History (Storia Vivente)
e si tratta di una vera e propria materia di studio che
si pone l’obiettivo di ridare vita con realismo e
rigore storico a personaggi e situazioni del passato, spaziando
in tutte le epoche ed esercitando in maniera documentata,
un’importante azione didattica e divulgativa.
La Living History si basa sullo studio dei testi classici
di storia, ma li travalica con una serie di metodiche pratiche
che consentono di ricostruire fedelmente le condizioni di
vita quotidiane del personaggio che si intende rievocare.
Ciò che da spessore a questa disciplina è
il principio inderogabile secondo il quale non viene lasciato
nessuno spazio alla fantasia, ma tutto dai vestiti, ai manufatti,
all’ambientazione deve essere ricostruito attenendosi
esclusivamente a fonti letterarie, iconografiche ed archeologiche.
La cura minuziosa dei particolari è d’obbligo
nella Living History, ad esempio nel confezionarsi un costume,
che è il punto di partenza nel percorso di ricostruzione,
occorre scegliere la stoffa dalla trama e dalla foggia corretta
per non incorrere in spiacevoli incongruenze.
Se si vuole dare vita alla figura di un soldato medievale
occorre utilizzare esclusivamente del lino e della lana
escludendo ogni altro tipo di filato come il cotone che
fu per moto tempo in Italia appannaggio solo delle classi
più ricche, perché inizialmente era coltivato
in oriente.
Tutto il corredo di ogni rievocatore, così si chiamano
coloro che praticano la Living History, è ricostruito
artigianalmente: le fibbie delle cinture sono realizzate
su copia dei reperti archeologici, le scarpe vengono cucite
a mano, le armi sono riproduzioni museali perfettamente
funzionanti; è una ricerca impegnativa e difficile,
ma che consente di capire realmente come vivevano i nostri
antenati, a quali difficoltà andavano incontro nella
vita di tutti i giorni e come riuscivano a superarle.
La soddisfazione del rievocatore consiste proprio in questo
lavoro continuo di studio e di ricostruzione filologica
per fare apparire tutto veritiero come se ci si trovasse
per magia ad essere catapultati nel passato.
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Attenzione
però a non confondere la Living History con le innumerevoli
sagre che imperversano sulle piazze italiane, condite perlopiù
da esibizioni di sbandieratori e parate di nobili addobbati
in pompa magna o con i vari palii che pur richiamandosi alla
storia esaltano solo caratteristiche di folclore; potreste
urtare l’orgoglio dei rievocatori che sono veri appassionati
e studiosi di storia e che non amano affatto la mera esibizione,
ma preferiscono piuttosto riproporre in contesti adeguati
i frutti delle loro silenziose ricerche.
Se visitate ad esempio un accampamento medievale ricostruito
secondo i dettami della Living History,
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potreste
osservare veri e propri quadri di storia vivente come la preparazione
di una ricetta tipica del periodo che viene cucinata su di
un fuoco acceso con acciarino e pietra focaia, oppure potreste
osservare una donna che tesse della passamaneria utilizzando
sapientemente un telaio e, perché no, provare voi stessi
a cimentarvi in tali operazioni per riapprendere tecniche
e strumenti ormai inutilizzati, ma che hanno condizionato
per millenni la vita quotidiana dell’umanità.
Oppure se vi trovate a frequentare la ricostruzione di una
fiera del basso medioevo in un borgo storico, potreste assistere
alla scena di uno scrivano che, in cambio di pochi soldi o
di un cesto di frutta, mette a disposizione la sua conoscenza
per stilare con penna d’oca e pergamena, un accordo
che stabilisce la divisione di un campo fra due litigiosi
contadini, potreste vedere un mercante che espone le sue stoffe,
un artigiano che mette in vendita le scarpe che ha realizzato
o una ronda di armigeri, chiamata a sorvegliare sulla tranquillità
e l’ordine pubblico.
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I
bandi della comunità europea hanno riconosciuto la
Living History come “insegnamento della storia in attività
extra scolastiche”.
In Inghilterra esiste un ente l’English Heritage che
tutela e promuove chi pratica tale attività; in questa
nazione viene ad esempio patrocinata e rievocata annualmente,
la battaglia attraverso la quale l’isola fu conquistata
dai normanni, un evento che ha segnato la storia di quel paese.
Si tratta della battaglia di Hastings avvenuta nel 1066, che
viene riproposta negli stessi luoghi e con le stesse modalità
narrate dalle cronache dell’epoca, coinvolgendo alcune
migliaia di rievocatori provenienti da tutto il mondo i quali,
abbigliandosi perfettamente con i costumi del periodo, danno
vita ad una rievocazione qualificata e documentata che richiama
un vastissimo pubblico.
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Il
canale tv satellitare Channel History utilizza la capacità
di ricostruzione dei rievocatori per sceneggiare i documentari
storici che produce.
Nel nostro paese le cose purtroppo non stanno proprio così
e questa disciplina fatica ad ottenere un adeguato riconoscimento
dalle istituzioni.
L’ambiente accademico italiano che potrebbe avvalersi
dei rievocatori, mette poi nel grande calderone del folclore
anche quei pochi appassionati di storia che invece amano ripercorre
il cammino dell’umanità, rivivendolo direttamente
per riscoprire ogni sua espressione civile, militare, religiosa,
artistica e tecnologica.
Ci auguriamo che anche in Italia il lavoro da noi svolto in
autosovvenzione venga in qualche modo apprezzato, valorizzato
e sostenuto maggiormente, ma se anche così non fosse
noi continueremo ugualmente, come abbiamo fatto fin’ora,
a viaggiare sulla macchina del tempo chiamata Living History.
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