PRESENTAZIONE DEL GRUPPO
Articolo pubblicato sul numero di Maggio 2007 della rivista “Rievocare".

 

Non è facile spiegare a coloro che si avvicinano alla rievocazione storica, chi siamo e cosa facciamo.
Solitamente veniamo scambiati per dei buontemponi che si divertono ad animare le sagre paesane, oppure a dei novelli Robin Hood di hollywoodiana memoria.
Sono purtroppo luoghi comuni che talvolta ci tocca subire, generati dalla confusione che è stata creata tra Folclore e Living-History e che speriamo di chiarire ai navigatori che vorranno proseguire nella lettura di questa pagina e nella visita al nostro sito.
Anche noi della Compagnia di sant’Uberto come tanti, abbiamo approcciato alla rievocazione storica sulla scia dei vari gruppi folcloristici/medievali, ma in questo contesto ci siamo ben presto sentiti a disagio, perché dentro di noi sono vive componenti diverse.
Alcune volte osserviamo le reazioni delle persone che visitano l’accampamento storico che allestiamo : la stragrande maggioranza dà un’occhiata superficiale e tira dritto, magari facendo qualche battuta di spirito, alcuni invece (pochi purtroppo) si soffermano a lungo rimanendo affascinati dalla meticolosità delle nostre riproduzioni di archi,balestre e frecce, dai vestiti e dai manufatti di uso quotidiano, chiedendocene curiosi la provenienza, la tecnica ricostruttiva e l’utilizzo.
Per noi questo è motivo di grande soddisfazione e con loro ci soffermiamo volentieri per fornire tutte le spiegazioni richieste, perché queste sono le persone che come noi condividono un innato amore per la storia, una sensibilità maggiore, legata ad un gusto estetico ed al desiderio di apprendere come vivevano gli uomini che ci hanno preceduto su questa terra.
Sono proprio queste le spinte che ci hanno indotto ben presto a cambiare l’atteggiamento iniziale per intraprendere il nostro lavoro di ricerca, unitamente alla curiosità di metterci alla prova, tornando indietro nel tempo di circa ottocento anni per verificare se siamo in grado oggi, di ricostruire le stesse condizioni di vita di uomini antichi che erano contenti della loro esistenza, anche senza conoscere i benefici apportati dal progresso come l’energia elettrica o il motore a scoppio.
L’attività che noi pratichiamo si chiama Living-History (storia vivente) una vera e propria disciplina riconosciuta dagli ambienti accademici all’estero, un’attività di ricostruzione storica lasciata all’iniziativa di pochi volenterosi in Italia, perlopiù svilita dalla moltitudine di gruppo pseudo-storici che invece si limitano a proporre solo aspetti folcloristici.
Tutte le nostre attività confluiscono in un intento principale che è quello di ricreare un’ambientazione storica credibile, allestendo e vivendo in un accampamento storico-militare, oppure animando siti archeologici, come castelli e borghi, che fanno della nostra bella Italia un paese con un patrimonio unico al mondo.
Queste ambientazioni vengono da noi effettuate con uno spirito di forte autocritica, curando tutti i particolari di ricostruzione nei minimi dettagli, per senso di rispetto nei confronti di chi ci viene a vedere, per rispetto nei confronti dei nostri antenati che in quei luoghi ci hanno preceduto e vissuto una vita probabilmente più dura della nostra, ma soprattutto per la nostra coscienza che ci impone di non mistificare la storia.
Forti di queste convizioni ci siamo pertanto uniti nel 2005 creando un gruppo di amici accomunati dalla stessa passione e rivolgendo la nostra ricerca verso il periodo medievale, un’epoca che ai nostri occhi esercita un fascino particolare, perchè segna nel cammino della civiltà il passaggio dall’antichità al mondo moderno.
Il secolo XIII al quale ci riferiamo in particolare, è stato per l’Italia un periodo di grande splendore grazie all’emancipazione e lo sviluppo dei liberi comuni che con la loro operosità diedero una nuova spinta verso il recupero delle arti e del benessere, ma al contempo furono fautori di rivalità e rancori di campanile che sfociavano in lunghe e continue situazioni belliche.
In questo contesto agivano le compagnie di soldati specializzati nelle armi da getto che noi cerchiamo di rievocare il più correttamente possibile, attingendo esclusivamente da fonti scritte, reperti archeologici ed iconografie.
La fonte iconografica principale che consultiamo continuativamente per migliorare il nostro equipaggiamento, è una raccolta iconografica del sec. XIII “La Bibbia Maciejowski”, di un ignoto autore francese che ha riprodotto nelle sue tavole, i costumi ed i manufatti dell’epoca con nitidezza e precisione straordinaria.
I nostri primi passi sono stati incoraggiati da GianMaria Giughese, medievalista torinese al quale sovente ci rivolgiamo.
Egli ci ha fornito utilissimi ragguagli per la ricostruzione della figura delle “gens de trait” , i tiratori d’influenza franco-provenzale che operavano sul territorio piemontese e ci ha suggerito di dedicare il nome della nostra compagnia a Sant’Uberto patrono dei cacciatori, perché si ritiene che arcieri e balestrieri in tempo di pace praticassero largamente l’attività venatoria con le armi da tiro utilizzate anche in guerra.
Sempre ascoltando i sui consigli abbiamo adottato quale emblema del nostro vessillo il sagittario scolpito da Benedetto Antelami (sec.XIII) sul battistero del duomo di Parma.
Silvio Tizzi un altro nostro grande e prezioso amico, studioso della storia medievale di Savona, ci ha fornito preziosi consigli sull’abbigliamento del sec. XIII e dal suo sito abbiamo mutuato, per realizzare il nostro, uno scorcio dell’opera di Ambrogio Lorenzetti (sec.XIV) “Allegoria del buon governo” che ben rappresenta il periodo dell’Italia comunale al quale ci riferiamo.
Con Maurizio Corigliano, rievocatore di fama nazionale ed abile cineasta, abbiamo un girato un cortometraggio con intento didattico-divulgativo, al fine di coronare uno studio sull’ esercizio della caccia con le armi da tratto nel medioevo ed altri ancora sono in fase di realizzazione.
Per le riproduzioni di archi e balestre ricorriamo alla sapiente opera di Enrico Ascani di Genola (CN) ed Alessio Cenni di Prato (FI), che reputiamo i migliori mastri arcai italiani per la serietà e la competenza che li contraddistingue.
La sperimentazione pratica su campo dell’utilizzo delle armi da getto antiche, è un’ altra importante attività che ci appassiona ed alla quale dedichiamo molto tempo.
Per noi la pratica del tiro con l’arco storico costituisce una vera e propria disciplina che si apprende attraverso un esercizio continuo, nel quale sono coinvolti sia il fisico che la mente, infatti per padroneggiare queste armi con efficacia occorre : sana corporatura, intelligenza e forte equilibrio interiore.
Tutte queste attività sono da noi svolte con massimo impegno e passione per dare spessore a quello che è nato inizialmente come un passatempo, ma che è diventato pian piano un grande interesse della nostra vita: la Living-History.
A differenza di altri gruppi abbiamo scelto la via più difficile, un percorso selettivo che emargina le persone superficiali ed è per questo motivo che siamo in pochi, ma di ciò ne siamo orgogliosi e questa scelta ha consentito di cementare la nostra amicizia non solo nella Living History, ma anche nella vita di tutti giorni.
Chiunque interessato può condividere con noi questo meraviglioso viaggio a ritroso nel tempo e sarà il benvenuto trovando degli amici disposti a trasmettere tutto ciò che hanno appreso.