Non
è facile spiegare a coloro che si avvicinano alla
rievocazione storica, chi siamo e cosa facciamo.
Solitamente veniamo scambiati per dei buontemponi che si
divertono ad animare le sagre paesane, oppure a dei novelli
Robin Hood di hollywoodiana memoria.
Sono purtroppo luoghi comuni che talvolta ci tocca subire,
generati dalla confusione che è stata creata tra
Folclore e Living-History e che speriamo di chiarire ai
navigatori che vorranno proseguire nella lettura di questa
pagina e nella visita al nostro sito.
Anche noi della Compagnia di sant’Uberto come tanti,
abbiamo approcciato alla rievocazione storica sulla scia
dei vari gruppi folcloristici/medievali, ma in questo contesto
ci siamo ben presto sentiti a disagio, perché dentro
di noi sono vive componenti diverse.
Alcune volte osserviamo le reazioni delle persone che visitano
l’accampamento storico che allestiamo : la stragrande
maggioranza dà un’occhiata superficiale e tira
dritto, magari facendo qualche battuta di spirito, alcuni
invece (pochi purtroppo) si soffermano a lungo rimanendo
affascinati dalla meticolosità delle nostre riproduzioni
di archi,balestre e frecce, dai vestiti e dai manufatti
di uso quotidiano, chiedendocene curiosi la provenienza,
la tecnica ricostruttiva e l’utilizzo.
Per noi questo è motivo di grande soddisfazione e
con loro ci soffermiamo volentieri per fornire tutte le
spiegazioni richieste, perché queste sono le persone
che come noi condividono un innato amore per la storia,
una sensibilità maggiore, legata ad un gusto estetico
ed al desiderio di apprendere come vivevano gli uomini che
ci hanno preceduto su questa terra.
Sono proprio queste le spinte che ci hanno indotto ben presto
a cambiare l’atteggiamento iniziale per intraprendere
il nostro lavoro di ricerca, unitamente alla curiosità
di metterci alla prova, tornando indietro nel tempo di circa
ottocento anni per verificare se siamo in grado oggi, di
ricostruire le stesse condizioni di vita di uomini antichi
che erano contenti della loro esistenza, anche senza conoscere
i benefici apportati dal progresso come l’energia
elettrica o il motore a scoppio.
L’attività che noi pratichiamo si chiama Living-History
(storia vivente) una vera e propria disciplina riconosciuta
dagli ambienti accademici all’estero, un’attività
di ricostruzione storica lasciata all’iniziativa di
pochi volenterosi in Italia, perlopiù svilita dalla
moltitudine di gruppo pseudo-storici che invece si limitano
a proporre solo aspetti folcloristici.
Tutte le nostre attività confluiscono in un intento
principale che è quello di ricreare un’ambientazione
storica credibile, allestendo e vivendo in un accampamento
storico-militare, oppure animando siti archeologici, come
castelli e borghi, che fanno della nostra bella Italia un
paese con un patrimonio unico al mondo.
Queste ambientazioni vengono da noi effettuate con uno spirito
di forte autocritica, curando tutti i particolari di ricostruzione
nei minimi dettagli, per senso di rispetto nei confronti
di chi ci viene a vedere, per rispetto nei confronti dei
nostri antenati che in quei luoghi ci hanno preceduto e
vissuto una vita probabilmente più dura della nostra,
ma soprattutto per la nostra coscienza che ci impone di
non mistificare la storia.
Forti di queste convizioni ci siamo pertanto uniti nel 2005
creando un gruppo di amici accomunati dalla stessa passione
e rivolgendo la nostra ricerca verso il periodo medievale,
un’epoca che ai nostri occhi esercita un fascino particolare,
perchè segna nel cammino della civiltà il
passaggio dall’antichità al mondo moderno.
Il secolo XIII al quale ci riferiamo in particolare, è
stato per l’Italia un periodo di grande splendore
grazie all’emancipazione e lo sviluppo dei liberi
comuni che con la loro operosità diedero una nuova
spinta verso il recupero delle arti e del benessere, ma
al contempo furono fautori di rivalità e rancori
di campanile che sfociavano in lunghe e continue situazioni
belliche.
In questo contesto agivano le compagnie di soldati specializzati
nelle armi da getto che noi cerchiamo di rievocare il più
correttamente possibile, attingendo esclusivamente da fonti
scritte, reperti archeologici ed iconografie.
La fonte iconografica principale che consultiamo continuativamente
per migliorare il nostro equipaggiamento, è una raccolta
iconografica del sec. XIII “La Bibbia Maciejowski”,
di un ignoto autore francese che ha riprodotto nelle sue
tavole, i costumi ed i manufatti dell’epoca con nitidezza
e precisione straordinaria.
I nostri primi passi sono stati incoraggiati da GianMaria
Giughese, medievalista torinese al quale sovente ci rivolgiamo.
Egli ci ha fornito utilissimi ragguagli per la ricostruzione
della figura delle “gens de trait” , i tiratori
d’influenza franco-provenzale che operavano sul territorio
piemontese e ci ha suggerito di dedicare il nome della nostra
compagnia a Sant’Uberto patrono dei cacciatori, perché
si ritiene che arcieri e balestrieri in tempo di pace praticassero
largamente l’attività venatoria con le armi
da tiro utilizzate anche in guerra.
Sempre ascoltando i sui consigli abbiamo adottato quale
emblema del nostro vessillo il sagittario scolpito da Benedetto
Antelami (sec.XIII) sul battistero del duomo di Parma.
Silvio Tizzi un altro nostro grande e prezioso amico, studioso
della storia medievale di Savona, ci ha fornito preziosi
consigli sull’abbigliamento del sec. XIII e dal suo
sito abbiamo mutuato, per realizzare il nostro, uno scorcio
dell’opera di Ambrogio Lorenzetti (sec.XIV) “Allegoria
del buon governo” che ben rappresenta il periodo dell’Italia
comunale al quale ci riferiamo.
Con Maurizio Corigliano, rievocatore di fama nazionale ed
abile cineasta, abbiamo un girato un cortometraggio con
intento didattico-divulgativo, al fine di coronare uno studio
sull’ esercizio della caccia con le armi da tratto
nel medioevo ed altri ancora sono in fase di realizzazione.
Per le riproduzioni di archi e balestre ricorriamo alla
sapiente opera di Enrico Ascani di Genola (CN) ed Alessio
Cenni di Prato (FI), che reputiamo i migliori mastri arcai
italiani per la serietà e la competenza che li contraddistingue.
La sperimentazione pratica su campo dell’utilizzo
delle armi da getto antiche, è un’ altra importante
attività che ci appassiona ed alla quale dedichiamo
molto tempo.
Per noi la pratica del tiro con l’arco storico costituisce
una vera e propria disciplina che si apprende attraverso
un esercizio continuo, nel quale sono coinvolti sia il fisico
che la mente, infatti per padroneggiare queste armi con
efficacia occorre : sana corporatura, intelligenza e forte
equilibrio interiore.
Tutte queste attività sono da noi svolte con massimo
impegno e passione per dare spessore a quello che è
nato inizialmente come un passatempo, ma che è diventato
pian piano un grande interesse della nostra vita: la Living-History.
A differenza di altri gruppi abbiamo scelto la via più
difficile, un percorso selettivo che emargina le persone
superficiali ed è per questo motivo che siamo in
pochi, ma di ciò ne siamo orgogliosi e questa scelta
ha consentito di cementare la nostra amicizia non solo nella
Living History, ma anche nella vita di tutti giorni.
Chiunque interessato può condividere con noi questo
meraviglioso viaggio a ritroso nel tempo e sarà il
benvenuto trovando degli amici disposti a trasmettere tutto
ciò che hanno appreso.