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TECNICHE DI USO DEL BASTONE |
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Di
Fulvio Fasano e Mauro Bellini
Di tutto un lungo lavoro di studio e pratica svolto sull’utilizzo
del bastone come arma da offesa e da difesa, questa è
solo una sintesi che può essere di utilizzo per chi
fosse interessato ad approcciare a questa tecnica.
Il documento pertanto non vuole essere un manuale esaustivo,
ma si pone l’obbiettivo di fornire le fondamenta sulla
pratica del bastone lungo o bicipite.
Come nel caso di tutte le armi più semplici non ci
sono pervenuti trattati esaustivi sull’argomento, ma
sono rilevabili in alcuni testi significativi riferimenti,
pertanto non sappiamo se la tecnica che noi abbiamo elaborato
coincida con quella che era la disciplina medievale del bastone
in uso in Europa.
Presumiamo comunque che il bastone nel medioevo svolgesse
molteplici funzioni, come sostenere i pellegrini lungo il
cammino, aiutare i pastori nell’accudire gli armenti
o trasformarsi alla bisogna in una semplice, ma efficace arma
letale.
Nell’ambito militare il bastone veniva sicuramente inastato
con una punta o una lama; ma la tecnica, a questo punto, variava
completamente.
Familiarizzare
con il bastone.

Figura
1
Il bastone che trattiamo è quello lungo, detto “bicipite”
o “bastone lungo da combattimento”, d’ora
in avanti sarà comunque chiamato solo bastone. Di notevole
importanza sono le dimensioni, la lunghezza non deve superare
l’estensione massima delle braccia, al massimo un palmo
in più; in genere la formula accettata è : l’altezza
individuale più 5-10 cm. Per quanto riguarda il diametro
bisogna riferirsi alla propria mano, è importante che
chiuda perfettamente e le dita si tocchino appena; troppo
sottile si sovrapporrebbero le dita e verrebbe meno la maneggevolezza,
troppo grosso mancherebbe una perfetta chiusura della mano
e quindi un precoce affaticamento della stessa.
Ora che abbiamo l’attrezzo giusto passiamo a prenderne
confidenza.
Per iniziare bisogna tenerlo ben bilanciato, con le mani ad
una distanza pari alla larghezza dei propri fianchi; fatelo
roteare a vostro piacimento, fate i giocolieri, non importa
come lo muovete, ma dovete sentirne il peso, capire come reagisce
nelle rotazioni.
Continuate con gli esercizi finché non riuscite a farli
senza obbligatoriamente guardare il bastone e finché
non vi accorgerete di riuscire a riprendere la posizione iniziale
senza apportare correzioni al bilanciamento. Come vi sarete
subito accorti state maneggiando un’arma molto veloce,
infatti, mentre diamo un colpo, carichiamo già quello
successivo, eliminando parecchi tempi morti, per questo motivo
è fondamentale avere rapidità e precisione.
Adesso potete passare alla seconda fase.
Poste.

Figura
2
Nella prima posta di base, come abbiamo già detto,
Il bastone va tenuto all’altezza dell’ombelico,
in posizione orizzontale e con le mani ad una distanza pari
alla larghezza dei propri fianchi.
Questa è la posta di partenza, cioè una breve.
Da qui ripartono tutte le mosse successive.
Figura
3
Sollevando il bastone appena sopra la testa abbiamo la parata
alta o finestra, serve contro un Fendente, (fate scivolare
il bastone alla vostra sinistra ed indietro, la mano destra
scivola verso l’estremità destra. Con la mano
sinistra fate ruotare il bastone verso l’alto e lasciatelo
cadere sul vostro avversario. Avete appena eseguito un fendente
sinistro. Invertite le indicazioni farete quello destro).
Figura
4
Abbassandolo avremo una parata bassa, utile contro il Dente
di cinghiale (portate il bastone indietro come per il fendente,
ora fate ruotare l’estremità anteriore verso
l’alto e, ovviamente, quella posteriore verso il basso.
Completate questa rotazione fino a colpire l’avversario
nella zona inguinale. Provate sia a destra che a sinistra).
Figura
5
Ritorniamo alla posta breve. Fate ora ruotare il bastone e
mettetelo in verticale, spostandolo a destra o a sinistra
avrete le relative parate. Verranno utilizzate contro i Tondi
(portate un’estremità del bastone indietro facendo
scivolare la mano avanzata verso l’estremità
opposta, fate ruotare il bastone di fianco, in modo da colpire
il gomito dell’avversario, avete eseguito un tondo medio,
se aveste puntato alla testa/collo sarebbe stato un tondo
alto, al ginocchio-polpaccio un tondo basso).

Figura
6
Sgualembri - è un colpo che viene dato dall’alto
, ma a differenza del fendente ha una traiettoria diagonale
che passa per la spalla dell’avversario e finisce al
fianco opposto. Dallo sgualembro ci si difende facendo lo
stesso tipo d’azione; i due bastoni s’incroceranno
sopra le teste.
Figura
7
Ridoppio - anche questo ha una traiettoria diagonale ma opposta
allo sgualembro, parte dal fianco per finire alla spalla opposta,
e anche questo va parato eseguendo la stessa azione, ridoppio
contro ridoppio, i bastoni s’incroceranno in basso,
davanti ai nostri piedi.
Con
questo abbiamo esaurito i colpi e le parate di base, vi sarete
già accorti che, proprio per la velocità intrinseca
dell’arma, i combattimenti non si dilungano mai troppo,
non esiste la schermaglia tipica per esempio di certe tecniche
di spada, ci si porta quasi subito verso una chiusura, tanto
più se l’avversario ha una preparazione pari
alla nostra.
Memorizzato le poste di base non rimane che associarle a catena
per creare delle sequenze. Ripetete ogni sequenza sia in attacco
sia in difesa, acquisirete velocità e precisione. Quando
vi sentite pronti per uscire dalle sequenze, provate ad attaccare
improvvisando, senza uso di schemi. Ovviamente provate a difendervi
da un attacco simile; è indispensabile per affinare
la rapidità dei riflessi e la capacità d’iniziativa
in tempi brevissimi. Questo tipo d’attacco consente
di sviluppare una vostra tecnica personale, un carattere tutto
vostro da coltivare a far crescere, per cosa? Ma per passare
al livello successivo, la difesa attiva, unendo più
arti marziali insieme (es. bastone e abraçar, bastone
e coltello e via di seguito), ma questo è un capitolo
che tratteremo in futuro. Per il momento ci sembra di aver
messo sufficiente carne sul fuoco.
Divertitevi, ma soprattutto proteggetevi bene le mani.
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